Con il successo di domenica scorsa contro Rimini, i gialloblu di Calvani risalgono la china in graduatoria ribaltando anche la differenza canestri con i romagnoli. Ma le posizioni che contano sono ancora lontane

SCAFATI – Bialetti Scafati 86, Riviera Solare Rimini 73. Non è un errore di battitura o di stampa, né il frutto di pura fantasia. E’ proprio il risultato finale della gara giocata domenica scorsa al Pala Mangano e vinta dalla squadra di casa. Ma non inganni il risultato finale. Scafati ha vinto e lo ha fatto con pieno merito, ma l’avversario non era la migliore Riviera Solare Rimini vista finora nel campionato di Legadue. La squadra di coach Sacco è scesa in terra campana con assenze importanti: mancavano, infatti, Pecile e Bennerman (entrambi infortunati), mentre Scarone era seduto in panchina, rimanendovi per tutta la partita, a causa di un affaticamento muscolare. Il nigeriano Ebi, poi, è apparso completamente fuori forma fisica e fuori fase mentale, restando pochi minuti in campo, gravandosi subito di falli e giocando in maniera nervosa. Ne ha saputo approfittare al meglio la compagine salernitana, che ha disputato una gara accorta e pulita, nella quale ha sfruttato al meglio lo strapotere a rimbalzo (40 Scafati; 21 Rimini) ed il gioco in transizione. Anche al tiro, la squadra di casa ha chiuso l’incontro con percentuali superiori a quelli degli ospiti: tiri da due (61,4% Scafati; 53,3% Rimini), tiri da tre (35,7% Scafati; 31,8% Rimini), tiri liberi (81,0% Scafati; 71,4% Rimini). L’allenatore gialloblù Marco Calvani ha potuto dare spazio e minuti in campo a tutti gli uomini a sua disposizione, compreso il giovanissimo Ranieri, gettato nella mischia nell’ultimo minuto di una gara già decisa, nella quale tutti gli altri elementi del roster sono andati a punti, e quattro di essi addirittura in doppia cifra: Goss (19), Apodaca (23), Fattori (11) e Chiacig (14). Il solo Myers (18), sulla sponda opposta, seppure coadiuvato a perfezione da Gurini (24), risultato poi il miglior italiano della giornata di campionato, non è riuscito a tenere sulle sue spalle l’intero peso della contesa. I padroni di casa sono sempre stati avanti nel punteggio, hanno dominato la sfida in lungo ed in largo, raggiungendo, in corso di gara, anche un vantaggio che ha sfiorato i trenta punti. Alla fine della terza frazione la gara era già virtualmente chiusa e gli ultimi 10’ sono stati solo garbage time. «Era rischioso scendere in campo ed affrontare gli avversari a ranghi incompleti – ha analizzato coach Calvani a mente fredda – perché poteva abbassarsi il livello di attenzione. Ho chiesto ai ragazzi di difendere in maniera aggressiva e a tutto campo per due ordini di motivi: innanzitutto perché a Rimini mancavano uomini chiave e cambi importanti, poi allo scopo di tenere alta la concentrazione contro una squadra senza alcuni titolari, ma con le riserve in campo che, in genere, fanno tutto il possibile per mettersi in mostra. Per il resto, la sfida è andata come volevamo e come l’avevamo preparata – ha continuato il tecnico romano – e solo negli ultimi 10’ abbiamo avuto un calo di attenzione. Non a caso, in quel periodo ho dato spazio a chi in genere ne ha di meno, per farli ricaricare le batterie e lavorare meglio in settimana. Sono soddisfatto per il risultato e per la prestazione, anche perché giocare contro una squadra che in campo ha un leader indiscusso come Mayers non è mai facile e la sfida, per questo motivo, presentava molte insidie».
Antonio Pollioso
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